{"id":138478,"date":"2015-05-29T10:00:00","date_gmt":"2015-05-29T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/google-i-o-2015-android-m-google-photos-e-il-futuro-di-google\/"},"modified":"2026-02-01T11:47:35","modified_gmt":"2026-02-01T10:47:35","slug":"google-i-o-2015-android-m-google-photos-e-il-futuro-di-google","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/google-i-o-2015-android-m-google-photos-e-il-futuro-di-google\/","title":{"rendered":"Google I\/O 2015: Android M, Google Photos e il futuro di Google"},"content":{"rendered":"<p>Il Google I\/O 2015 ha presentato una visione del futuro Android dove l&#8217;intelligenza artificiale pervade ogni aspetto dell&#8217;esperienza utente, dalla gestione intelligente della batteria con Doze ai suggerimenti proattivi di Google Now on Tap che comprende il contesto di qualsiasi applicazione per offrire informazioni rilevanti senza che l&#8217;utente debba cercarle esplicitamente. Android M porta finalmente i permessi granulari che gli utenti chiedevano da anni permettendo di controllare esattamente quali dati ogni applicazione pu\u00f2 accedere, un cambiamento fondamentale che allinea Android alle best practice di sicurezza che iOS implementava gi\u00e0 da tempo. Google Photos emerge come l&#8217;annuncio pi\u00f9 sorprendente offrendo backup illimitato gratuito di foto e video con ricerca intelligente che utilizza machine learning per riconoscere volti, luoghi e oggetti senza richiedere tagging manuale. Project Brillo e Weave rappresentano l&#8217;ambizione di Google di dominare l&#8217;Internet of Things portando Android sui dispositivi connessi della casa intelligente mentre Cardboard evolve in una piattaforma VR pi\u00f9 seria con Jump per la creazione di contenuti a trecentosessanta gradi.<\/p>\n<h2>Android M e i permessi granulari<\/h2>\n<p>La novit\u00e0 pi\u00f9 significativa di Android M \u00e8 il sistema di permessi granulari che trasforma radicalmente come le applicazioni richiedono accesso a dati sensibili, passando dal modello tutto-o-niente all&#8217;installazione a richieste contestuali nel momento in cui la funzionalit\u00e0 \u00e8 effettivamente necessaria. Un&#8217;applicazione di fotografia chieder\u00e0 il permesso di accedere alla fotocamera solo quando l&#8217;utente tenta di scattare una foto, un&#8217;app di navigazione richieder\u00e0 la posizione solo quando si avvia la navigazione, e l&#8217;utente pu\u00f2 rifiutare singoli permessi senza compromettere completamente l&#8217;utilizzo dell&#8217;applicazione per le funzionalit\u00e0 che non richiedono quel dato specifico. La possibilit\u00e0 di revocare permessi gi\u00e0 concessi attraverso le impostazioni permette di ripensare decisioni prese in fretta o di limitare applicazioni che si rivelano troppo invasive nella raccolta dati, un controllo che migliora significativamente la privacy senza richiedere competenze tecniche avanzate. Questo cambiamento era atteso da anni dalla community che criticava Android per richiedere ai tempi l&#8217;accettazione di tutti i permessi al momento dell&#8217;installazione o l&#8217;impossibilit\u00e0 di installare l&#8217;applicazione.<\/p>\n<h2>Doze e l&#8217;intelligenza nella gestione batteria<\/h2>\n<p>Doze rappresenta l&#8217;approccio di Google al problema dell&#8217;autonomia introducendo uno stato di ibernazione profonda che si attiva automaticamente quando il sistema rileva che il dispositivo non viene utilizzato, tipicamente quando rimane fermo su una superficie per un periodo prolungato come durante la notte sul comodino. In questo stato le applicazioni non possono eseguire operazioni in background, la sincronizzazione viene sospesa, e il dispositivo riduce drasticamente il consumo energetico pur mantenendo la capacit\u00e0 di ricevere chiamate, messaggi e allarmi che hanno priorit\u00e0 alta e possono svegliare il sistema. Google promette un raddoppio dell&#8217;autonomia in standby, un miglioramento significativo per chi lascia il telefono sulla scrivania durante il lavoro o non lo utilizza per ore durante la notte senza collegarlo al caricatore. L&#8217;implementazione \u00e8 trasparente per l&#8217;utente che non deve configurare nulla mentre il sistema impara automaticamente i pattern di utilizzo per ottimizzare quando entrare e uscire dalla modalit\u00e0 a basso consumo.<\/p>\n<h2>Google Photos e lo storage illimitato<\/h2>\n<p>Google Photos emerge come l&#8217;annuncio pi\u00f9 generoso della conferenza offrendo backup illimitato gratuito di foto fino a sedici megapixel e video fino a 1080p, spazio che non viene conteggiato nella quota Google Drive e che permette di conservare essenzialmente tutte le foto che una persona scatta nella vita senza preoccuparsi di costi o limiti. La ricerca intelligente utilizza il machine learning per analizzare il contenuto delle immagini permettendo di cercare &#8220;cane&#8221; per trovare tutte le foto contenenti cani, &#8220;spiaggia&#8221; per le vacanze al mare, o il nome di una persona dopo che il sistema ha imparato a riconoscerne il volto attraverso il raggruppamento automatico. L&#8217;identificazione dei luoghi funziona anche senza geotag analizzando gli elementi visibili nella foto per riconoscere monumenti, citt\u00e0 e location famose, un esempio impressionante di computer vision applicata a un prodotto consumer. La creazione automatica di album, collage, animazioni e video dalle foto esistenti trasforma il servizio da semplice backup a curatore attivo dei ricordi che sorprende regolarmente con creazioni basate su eventi, viaggi o persone rilevate nelle immagini.<\/p>\n<h2>Google Now on Tap e l&#8217;assistente contestuale<\/h2>\n<p>Google Now on Tap rappresenta l&#8217;evoluzione pi\u00f9 ambiziosa dell&#8217;assistente Google permettendo di ottenere informazioni contestuali da qualsiasi applicazione semplicemente tenendo premuto il tasto home, senza dover uscire da quello che si sta facendo o formulare query esplicite. Se si sta leggendo un messaggio che menziona un ristorante, Now on Tap pu\u00f2 mostrare automaticamente recensioni, orari di apertura e indicazioni stradali senza che l&#8217;utente debba copiare il nome e cercarlo manualmente. Ascoltando una canzone l&#8217;assistente pu\u00f2 identificarla e mostrare informazioni sull&#8217;artista, la possibilit\u00e0 di aggiungerla a una playlist, o i biglietti per concerti imminenti. Leggendo un&#8217;email che menziona un film si ottengono trailer, recensioni e orari dei cinema nelle vicinanze. Questa comprensione contestuale richiede che Google analizzi il contenuto dello schermo in tempo reale, un compromesso sulla privacy che non tutti gli utenti accetteranno volentieri ma che per chi \u00e8 gi\u00e0 nell&#8217;ecosistema Google rappresenta un&#8217;evoluzione naturale dell&#8217;assistente che gi\u00e0 conosce email, calendario e cronologia di ricerca.<\/p>\n<h2>Project Brillo e l&#8217;Internet of Things<\/h2>\n<p>Google entra ufficialmente nel mercato dell&#8217;Internet of Things con Project Brillo, un sistema operativo derivato da Android ma semplificato per funzionare su dispositivi con risorse limitate come sensori, lampadine smart, termostati e altri apparecchi connessi che non hanno la potenza di uno smartphone ma necessitano comunque di connettivit\u00e0 e intelligenza. Brillo richiede solo trentadue-sessantaquattro megabyte di RAM rendendo possibile l&#8217;integrazione in dispositivi economici dove Android completo sarebbe impraticabile, mantenendo per\u00f2 la familiarit\u00e0 per gli sviluppatori che conoscono gi\u00e0 l&#8217;ecosistema. Weave \u00e8 il protocollo di comunicazione che accompagna Brillo permettendo ai dispositivi di scoprirsi, comunicare e interagire sia tra loro che con smartphone e cloud Google in modo standardizzato senza richiedere configurazioni complesse dall&#8217;utente finale. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 creare un ecosistema dove qualsiasi dispositivo smart possa comunicare con qualsiasi altro indipendentemente dal produttore, una promessa che la frammentazione attuale del mercato IoT rende particolarmente attraente per consumatori frustrati da incompatibilit\u00e0 tra prodotti di marche diverse.<\/p>\n<h2>Android Wear e Cardboard evolvono<\/h2>\n<p>Android Wear riceve aggiornamenti che migliorano l&#8217;esperienza quotidiana introducendo app always-on che rimangono visibili anche quando lo schermo entra in modalit\u00e0 a basso consumo, permettendo di consultare informazioni come la lista della spesa o le istruzioni di navigazione senza dover attivare il display ogni volta. Il riconoscimento dei gesti permette di scrollare contenuti muovendo il polso invece di toccare lo schermo, utile quando si hanno le mani occupate o bagnate, mentre il disegno di emoji trasforma scarabocchi approssimativi nella emoji corrispondente per risposte rapide ai messaggi. Cardboard 2.0 supporta smartphone pi\u00f9 grandi fino a sei pollici con un design migliorato che facilita l&#8217;assemblaggio e la qualit\u00e0 dell&#8217;esperienza, mentre Jump \u00e8 una piattaforma completa per la creazione di video a trecentosessanta gradi composta da un array di sedici telecamere GoPro e software di stitching che produce contenuti visualizzabili in realt\u00e0 virtuale. Google sta costruendo metodicamente un ecosistema VR accessibile che parte dal visore di cartone da pochi euro per arrivare a strumenti di produzione professionali.<\/p>\n<h2>USB Type-C e Android Pay<\/h2>\n<p>Android M introduce il supporto nativo per USB Type-C, il connettore reversibile che diventer\u00e0 standard nei prossimi anni sostituendo sia i connettori micro-USB che quelli proprietari delle varie marche, con il vantaggio aggiuntivo di supportare la ricarica rapida e la possibilit\u00e0 per un dispositivo di fungere da power bank per ricaricare altri dispositivi. Android Pay sostituisce Google Wallet come sistema di pagamenti mobili con un&#8217;implementazione semplificata che funziona con qualsiasi carta gi\u00e0 registrata e utilizza la tokenizzazione per proteggere i dati reali della carta durante le transazioni NFC nei negozi fisici. L&#8217;integrazione con i sensori di impronte digitali nativi di Android M permette autorizzazioni rapide e sicure senza dover inserire PIN o pattern, mentre i pagamenti in-app semplificano gli acquisti nelle applicazioni che adottano il sistema. L&#8217;obiettivo \u00e8 creare un&#8217;esperienza di pagamento che sia pi\u00f9 veloce e sicura del tradizionale strisciare la carta fisica, eliminando la necessit\u00e0 di portare il portafoglio per le transazioni quotidiane.<\/p>\n<h2>Il significato per l&#8217;ecosistema Android<\/h2>\n<p>Il Google I\/O 2015 mostra un Google che sfrutta la propria supremazia nel machine learning e nell&#8217;analisi dei dati per creare esperienze impossibili da replicare per competitor con accesso a minori volumi di informazioni, una strategia che differenzia Android da iOS in modi che vanno oltre le specifiche hardware o le feature software tradizionali. Google Photos \u00e8 un esempio perfetto di questa filosofia offrendo funzionalit\u00e0 avanzate gratuitamente perch\u00e9 il valore per Google sta nell&#8217;analisi delle immagini e nella fidelizzazione degli utenti all&#8217;ecosistema pi\u00f9 che nei ricavi diretti dal servizio. I permessi granulari e Doze rispondono a critiche concrete che limitavano l&#8217;adozione di Android in contesti dove la privacy e l&#8217;autonomia erano priorit\u00e0, dimostrando che Google ascolta il feedback anche quando comporta cambiamenti significativi alla piattaforma. Per gli utenti Android l&#8217;autunno porter\u00e0 un sistema pi\u00f9 rispettoso della privacy, pi\u00f9 intelligente nella gestione delle risorse, e arricchito da servizi cloud che trasformano lo smartphone in terminale di un&#8217;intelligenza distribuita che comprende il contesto e anticipa le esigenze.<\/p>\n<p><!-- Articoli correlati - SEO internal linking --><\/p>\n<div class=\"related-posts-seo\" style=\"margin-top:30px;padding:20px;background:#f5f5f5;border-radius:8px\">\n<h3 style=\"margin-top:0\">Potrebbe interessarti anche:<\/h3>\n<ul style=\"margin-bottom:0\">\n<li><a href=\"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/ces-2013-le-novita-tecnologiche-piu-interessanti-da-las-vegas\/\">CES 2013: le novit\u00e0 tecnologiche pi\u00f9 interessanti da Las Vegas<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/alphago-batte-lee-sedol-lai-impara-lintuizione\/\">AlphaGo batte Lee Sedol: l&#8217;AI impara l&#8217;intuizione<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/gpt-4-il-salto-generazionale-dellintelligenza-artificiale\/\">GPT-4: il salto generazionale dell&#8217;intelligenza artificiale<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Google I\/O 2015 ha presentato una visione del futuro Android dove l&#8217;intelligenza artificiale pervade ogni aspetto dell&#8217;esperienza utente, dalla gestione intelligente della batteria con&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":138486,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"Google I\/O 2015: Android M, Google Photos e Tutte le Novit\u00e0","_seopress_titles_desc":"Google I\/O 2015: Android M con permessi granulari, Google Photos con storage illimitato gratis, Project Brillo per IoT e Google Now on Tap.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[4246],"tags":[1393,5756,5759,5758,1394,5686,5757],"class_list":{"0":"post-138478","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-android","9":"tag-android-m","10":"tag-android-pay","11":"tag-brillo","12":"tag-google","13":"tag-google-i-o","14":"tag-google-photos"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/138478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=138478"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/138478\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/138486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=138478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=138478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gianlucagentile.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=138478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}