Robot Boston Dynamics acquisito da Google

Google ha acquisito Boston Dynamics, l’azienda di robotica famosa per i suoi robot dalle sembianze quasi animali che camminano, corrono, saltano e si rialzano quando vengono spinti con movimenti così naturali da risultare contemporaneamente affascinanti e inquietanti. Questa è l’ottava acquisizione di aziende robotiche da parte di Google nell’ultimo anno, segnalando un investimento strategico massiccio in un settore che il gigante di Mountain View considera evidentemente cruciale per il proprio futuro oltre la ricerca e la pubblicità online. La mossa ha sorpreso molti osservatori che si chiedono cosa intenda fare esattamente Google con robot capaci di correre più velocemente di Usain Bolt e di attraversare terreni impervi portando carichi pesanti, capacità sviluppate principalmente per applicazioni militari che ora passano sotto il controllo di un’azienda tecnologica consumer.

I robot che hanno conquistato internet

Boston Dynamics si è guadagnata fama globale attraverso video virali che mostrano le capacità sorprendenti dei suoi robot, filmati che hanno accumulato milioni di visualizzazioni affascinando e inquietando spettatori che non avevano mai visto macchine muoversi con tale naturalezza e resilienza. BigDog è un robot quadrupede che cammina su terreni difficili, sale scale, e porta carichi pesanti mantenendo l’equilibrio anche quando viene spinto lateralmente con un movimento di correzione che sembra quasi biologico nella sua fluidità. Cheetah detiene il record di robot più veloce al mondo raggiungendo i quarantacinque chilometri orari, superando la velocità massima di Usain Bolt, mentre WildCat porta queste capacità all’aperto senza cavi o supporti esterni. Atlas è un robot umanoide alto quasi due metri capace di camminare su terreni impervi, evitare ostacoli, e usare le mani per manipolare oggetti, rappresentando lo stato dell’arte della robotica umanoide con applicazioni potenziali che spaziano dal soccorso in disastri alla logistica avanzata.

Le possibili applicazioni commerciali

Google non ha rivelato i piani specifici per l’acquisizione di Boston Dynamics, ma le speculazioni abbondano riguardo alle potenziali applicazioni commerciali di robot così avanzati in settori che l’azienda potrebbe voler disrumpere. La logistica rappresenta l’ipotesi più discussa considerando che Amazon sta già sperimentando droni per consegne e che robot terrestri capaci di navigare ambienti complessi potrebbero rivoluzionare magazzini, centri di distribuzione, e potenzialmente le consegne dell’ultimo miglio. La manifattura automatizzata potrebbe beneficiare di robot capaci di operare in ambienti non strutturati dove i tradizionali bracci robotici fissi non possono funzionare, aprendo possibilità per fabbriche più flessibili e adattabili. Le auto a guida autonoma su cui Google lavora da anni rappresentano un’estensione naturale delle competenze robotiche, con veicoli senza conducente che richiedono capacità di percezione, decisione e attuazione che la robotica avanzata può fornire.

L’ecosistema robotico che Google sta costruendo

Boston Dynamics rappresenta il culmine di una campagna di acquisizioni che ha visto Google comprare otto aziende di robotica in un anno, costruendo metodicamente un ecosistema completo di competenze che coprono praticamente ogni aspetto della robotica moderna. Schaft dal Giappone porta robot umanoidi avanzati che hanno vinto competizioni DARPA, Meka contribuisce robot con volti espressivi progettati per interazione umana, Redwood Robotics aggiunge braccia robotiche sofisticate, e Bot and Dolly porta sistemi di motion control usati anche nel cinema per effetti speciali. Holomni fornisce ruote omnidirezionali per movimento in qualsiasi direzione, Industrial Perception porta visione artificiale per permettere ai robot di vedere e interpretare l’ambiente, mentre Autofuss contribuisce competenze di design e comunicazione per rendere i prodotti attraenti al mercato consumer. Questa combinazione suggerisce che Google non sta comprando singole tecnologie ma costruendo la capacità di creare sistemi robotici completi dall’hardware ai sensori al software.

Andy Rubin guida la rivoluzione robotica

A guidare lo sforzo robotico di Google c’è Andy Rubin, il creatore di Android che ha lasciato la guida del sistema operativo mobile più diffuso al mondo per dedicarsi a questo nuovo progetto, una scelta che molti avevano trovato misteriosa quando era stata annunciata ma che ora appare chiaramente strategica. Rubin ha la credibilità di aver costruito una piattaforma che domina il mercato mobile globale e l’esperienza di gestire ecosistemi complessi dove hardware, software e servizi devono lavorare insieme seamlessly, competenze perfettamente applicabili alla robotica dove la sfida è integrare meccanica, sensori, e intelligenza artificiale in sistemi coerenti. La sua presenza segnala che Google considera la robotica una scommessa strategica al livello di Android, non un esperimento secondario, e che l’azienda è disposta a investire le risorse necessarie per dominare questo settore nascente.

Le preoccupazioni etiche e sociali

L’idea che Google, un’azienda che già conosce le nostre email, le nostre ricerche, i nostri spostamenti, e le nostre preferenze attraverso i suoi servizi online, possa ora possedere robot capaci di operare nel mondo fisico solleva preoccupazioni legittime riguardo a privacy, sicurezza, e concentrazione di potere tecnologico. Boston Dynamics ha storicamente lavorato con DARPA, l’agenzia di ricerca del Dipartimento della Difesa americano, e i suoi robot sono stati sviluppati con finanziamenti militari per applicazioni che includono potenzialmente sistemi d’arma autonomi, sollevando domande su come Google gestirà questa eredità. L’automazione robotica solleva anche questioni economiche fondamentali riguardo a quanti lavori umani verranno sostituiti da macchine, una transizione che potrebbe creare ricchezza enorme per chi possiede i robot ma disoccupazione per milioni di lavoratori i cui compiti diventeranno automatizzabili.

I tempi lunghi della rivoluzione robotica

Andy Rubin ha dichiarato che ci vorranno anni prima di vedere prodotti commerciali derivanti da queste acquisizioni, posizionando la strategia robotica di Google come investimento a lungo termine piuttosto che lancio imminente di prodotti consumer. Google può permettersi questa pazienza grazie alla cassa generata dal business pubblicitario che finanzia sperimentazioni che potrebbero non produrre ritorni per un decennio, una lusso che poche altre aziende possono permettersi e che rappresenta un vantaggio competitivo significativo nella costruzione di tecnologie complesse che richiedono tempo per maturare. Questa prospettiva a lungo termine significa che gli effetti delle acquisizioni robotiche di Google si manifesteranno gradualmente, ma quando arriveranno potrebbero trasformare settori interi dell’economia in modi che oggi possiamo solo immaginare.

Il futuro fisico di un gigante digitale

L’acquisizione di Boston Dynamics conferma che Google sta pensando oltre internet verso un futuro dove la tecnologia permea il mondo fisico in modi sempre più profondi, con robot che operano in case, fabbriche, strade, e spazi pubblici come estensione naturale degli algoritmi che già organizzano l’informazione digitale. Dopo aver conquistato la ricerca, la pubblicità online, il mobile con Android, e il cloud, Google sta posizionandosi per la prossima ondata tecnologica che vedrà il digitale fondersi con il fisico attraverso robot, auto autonome, dispositivi indossabili, e casa connessa. I robot di Boston Dynamics che sembrano usciti da un film di fantascienza potrebbero diventare parte della vita quotidiana nel prossimo decennio, e Google vuole essere l’azienda che li costruisce, li controlla, e probabilmente ne conosce ogni movimento e interazione.

Gianluca Gentile

Mi chiamo Gianluca Gentile, classe 1991. Da sempre mi accompagna una passione smisurata per la materia informatica. Computer e web, infatti, sono diventati i miei compagni d’avventura inseparabili. Così nel 2012 ho deciso di trasformare la mia attitudine e le mie capacità in un “lavoro”. Attraverso esperienza e professionalità mi occupo di ristrutturare e costruire da zero l’immagine di un’azienda. Tra le mie funzioni vi è la gestione di ogni fase del processo creativo, curando minuziosamente ogni aspetto delle campagne pubblicitarie sui vari media.

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