Google Glass wearable

I Google Glass sono finalmente diventati realtà dopo mesi di anticipazioni febbrili, con i primi esemplari che stanno arrivando nelle mani degli sviluppatori selezionati nel programma Explorer che hanno pagato 1.500 dollari per il privilegio di testare quello che rappresenta il dispositivo tecnologico più discusso e atteso degli ultimi anni. Questi occhiali intelligenti promettono di cambiare radicalmente il modo in cui interagiamo con la tecnologia, portando informazioni e funzionalità direttamente nel nostro campo visivo senza necessità di estrarre smartphone dalla tasca o distogliere lo sguardo da ciò che stiamo facendo. La visione di Google è ambiziosa: un computer indossabile che diventa un’estensione naturale delle nostre capacità, sempre presente ma mai invadente, pronto a rispondere ai comandi vocali o gestuali per catturare momenti, comunicare e accedere a informazioni contestuali in tempo reale.

Anatomia degli occhiali intelligenti

I Google Glass integrano in una montatura leggera di circa cinquanta grammi un display trasparente posizionato sopra l’occhio destro equivalente a uno schermo da 25 pollici visto a due metri e mezzo di distanza, una fotocamera da cinque megapixel capace di registrare video a 720p, microfono per i comandi vocali e speaker a conduzione ossea che trasmette l’audio attraverso le ossa del cranio senza bisogno di auricolari. La connettività include WiFi e Bluetooth per il collegamento allo smartphone e a internet, mentre i sedici gigabyte di storage di cui dodici disponibili per l’utente permettono di memorizzare foto e video prima della sincronizzazione con il cloud. La batteria garantisce circa un giorno di autonomia con uso tipico, anche se l’utilizzo intensivo di fotocamera e video riduce significativamente questa durata richiedendo ricariche più frequenti. L’interazione avviene principalmente attraverso comandi vocali attivati dalla frase OK Glass, un touchpad sulla stanghetta destra per navigare tra le card dell’interfaccia, e sensori di movimento che rilevano i gesti della testa.

L’interfaccia utente a timeline

L’esperienza utente di Google Glass si basa su un sistema di card che scorrono orizzontalmente come una timeline, con notifiche, meteo, appuntamenti e messaggi che si presentano in sequenza in un’interfaccia minimalista progettata per essere consultata con occhiate rapide senza interrompere le attività in corso. La semplicità è fondamentale perché l’obiettivo non è replicare la complessità di uno smartphone ma fornire informazioni essenziali nel momento esatto in cui servono, con la possibilità di approfondire quando necessario ma senza la distrazione costante di uno schermo pieno di icone e notifiche. Gli sviluppatori possono creare applicazioni chiamate Glassware usando la Mirror API che permette di inviare card al dispositivo e ricevere comandi dall’utente, aprendo possibilità infinite per applicazioni che sfruttano la posizione unica degli occhiali nel punto di vista dell’utente. L’integrazione con i servizi Google come Gmail, Calendar e Maps è nativa, fornendo accesso immediato alle informazioni più usate.

Potenzialità nelle applicazioni quotidiane

Le applicazioni pratiche dei Google Glass spaziano dalla comunicazione all’informazione contestuale, dalla cattura di momenti alla produttività hands-free in scenari dove tenere le mani libere è essenziale o semplicemente più comodo. La possibilità di leggere e rispondere a messaggi senza estrarre il telefono, effettuare videochiamate mostrando esattamente ciò che stai vedendo, e condividere in tempo reale la propria prospettiva trasforma la comunicazione rendendola più immediata e contestuale. Le direzioni stradali sovrapposte al campo visivo guidano senza bisogno di guardare uno schermo distogliendo l’attenzione dalla strada, le traduzioni in tempo reale abbattono barriere linguistiche durante i viaggi, e le notifiche discrete informano senza interrompere. La cattura fotografica e video dal proprio punto di vista documenta esperienze in modo più naturale e coinvolgente rispetto allo smartphone che crea sempre una barriera tra chi fotografa e il momento vissuto.

Applicazioni professionali rivoluzionarie

Il potenziale trasformativo dei Google Glass emerge con particolare forza in contesti professionali dove le mani occupate o la necessità di accesso istantaneo a informazioni rendono i dispositivi tradizionali inadeguati. In medicina, chirurghi potrebbero consultare cartelle cliniche e immagini diagnostiche durante le operazioni senza distogliere lo sguardo dal paziente, mentre infermieri potrebbero accedere a dati vitali e protocolli mentre assistono i pazienti. Nel settore industriale, tecnici potrebbero visualizzare istruzioni di riparazione sovrapposte ai macchinari che stanno riparando, ricevendo guida passo-passo senza interrompere il lavoro per consultare manuali. Il giornalismo potrebbe essere rivoluzionato da reportage immersivi dal punto di vista del reporter che portano lo spettatore direttamente nella scena, mentre il turismo potrebbe offrire guide virtuali che sovrappongono informazioni storiche e artistiche a monumenti e luoghi di interesse semplicemente guardandoli.

Preoccupazioni e resistenze sociali

L’entusiasmo per i Google Glass è temperato da preoccupazioni legittime che stanno già generando resistenze sociali visibili nell’epiteto Glassholes affibbiato agli early adopter e nei divieti già implementati da alcuni locali e stabilimenti. La privacy rappresenta la preoccupazione principale perché chiunque indossi Glass potrebbe registrare conversazioni e immagini senza che le persone intorno ne siano consapevoli, creando un ambiente di sorveglianza diffusa potenzialmente intollerabile per molti. La sicurezza stradale solleva interrogativi su cosa significhi avere un display nel campo visivo mentre si guida o cammina, con alcuni stati americani che stanno già legiferando per vietarne l’uso alla guida. L’accettazione sociale è incerta perché l’aspetto estetico divide le opinioni tra chi lo trova futuristico e affascinante e chi lo considera ridicolo o inquietante, una percezione che potrebbe limitarne l’adozione mainstream indipendentemente dalle funzionalità offerte.

Il contesto della tecnologia indossabile

I Google Glass rappresentano la punta più avanzata di un trend più ampio verso la tecnologia indossabile che sta portando la computazione dal desktop alla tasca al corpo, con dispositivi sempre più integrati nella nostra vita quotidiana e fisica. Gli smartwatch come Pebble e il Samsung Galaxy Gear in arrivo portano notifiche e controlli al polso, i fitness tracker come Fitbit, Jawbone e Nike FuelBand monitorano attività fisica e parametri vitali trasformandoli in dati azionabili, e l’abbigliamento intelligente con sensori integrati nei tessuti promette di rendere il monitoraggio della salute completamente trasparente. Il computing sta diventando invisibile, scomparendo nell’ambiente circostante e nei vestiti che indossiamo invece di richiedere attenzione esplicita su schermi dedicati. Google Glass rappresenta la visione più ambiziosa di questo futuro, immaginando un computer che si indossa come un paio di occhiali normali e che arricchisce la realtà invece di sostituirla con schermi artificiali.

L’alba di una nuova era computazionale

I Google Glass rappresentano un salto nel futuro della tecnologia personale che, indipendentemente dal successo commerciale di questa specifica generazione di prodotto, sta aprendo la strada a una nuova era di computing indossabile e realtà aumentata. Le preoccupazioni su privacy, accettazione sociale e sicurezza sono legittime e dovranno essere affrontate attraverso norme sociali emergenti, regolamentazioni appropriate e design che renda evidente quando il dispositivo sta registrando. Il prezzo attuale di 1.500 dollari per la versione Explorer è proibitivo per il consumatore medio, ma la versione consumer attesa per il 2014 dovrebbe scendere significativamente rendendo la tecnologia accessibile a un pubblico più ampio. Il potenziale è enorme per chi immagina un futuro dove le informazioni contestuali sono sempre disponibili, la comunicazione è immediata e naturale, e le esperienze vengono catturate dalla prospettiva di chi le vive. Il 2013 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui la tecnologia indossabile è passata dalla fantascienza alla realtà.

Gianluca Gentile

Mi chiamo Gianluca Gentile, classe 1991. Da sempre mi accompagna una passione smisurata per la materia informatica. Computer e web, infatti, sono diventati i miei compagni d’avventura inseparabili. Così nel 2012 ho deciso di trasformare la mia attitudine e le mie capacità in un “lavoro”. Attraverso esperienza e professionalità mi occupo di ristrutturare e costruire da zero l’immagine di un’azienda. Tra le mie funzioni vi è la gestione di ogni fase del processo creativo, curando minuziosamente ogni aspetto delle campagne pubblicitarie sui vari media.

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