Spotify streaming musica audio

Spotify ha trasformato radicalmente il modo in cui il mondo consuma musica raggiungendo quaranta milioni di utenti attivi e dieci milioni di abbonati paganti che scelgono di spendere circa dieci euro al mese per accesso illimitato a oltre venti milioni di brani invece di acquistare singoli album o tracce come facevano le generazioni precedenti. Il servizio svedese cresce del cinquanta percento anno su anno dimostrando che il modello freemium dove la versione base gratuita con pubblicità converte gradualmente utenti in abbonati paganti funziona quando l’esperienza è sufficientemente superiore da giustificare il costo mensile. La presenza in cinquantasei paesi rende Spotify il leader indiscusso dello streaming musicale anche se competitor come Apple Music in arrivo, Google Play Music e altri cercano di erodere questa posizione dominante con offerte alternative.

Il modello freemium che ha conquistato il mercato

La genialità di Spotify sta nel modello freemium che permette a chiunque di accedere all’intero catalogo gratuitamente accettando interruzioni pubblicitarie ogni pochi brani e alcune limitazioni come lo shuffle obbligatorio su mobile, creando una base enorme di utenti che sperimentano il servizio senza rischio economico. Una volta abituati alla comodità di avere tutta la musica del mondo accessibile con un tap, molti utenti trovano intollerabili le pubblicità e le limitazioni decidendo di pagare i dieci euro mensili per la versione Premium che elimina ogni frizione offrendo ascolto offline, qualità audio superiore a trecentoventi kilobit per secondo, e libertà completa di selezione anche su dispositivi mobili. Il tasso di conversione da gratuito a pagante è sufficientemente alto da rendere il modello sostenibile, anche se Spotify non è ancora profittevole dato che circa il settanta percento dei ricavi va alle etichette discografiche lasciando margini sottilissimi per coprire i costi operativi.

La scoperta musicale come killer feature

Oltre all’accesso al catalogo, Spotify eccelle nella scoperta musicale con algoritmi che analizzano le abitudini di ascolto per suggerire nuova musica attraverso playlist personalizzate che sorprendono regolarmente gli utenti con raccomandazioni accurate. Discover Weekly genera ogni lunedì una playlist di trenta brani che l’utente probabilmente apprezzerà basandosi su pattern di ascolto e preferenze implicite, un servizio che ha conquistato fedeltà creando rituali settimanali dove milioni di persone scoprono artisti che non avrebbero mai cercato attivamente. Release Radar notifica le nuove uscite degli artisti seguiti, mentre le playlist editoriali curate dal team Spotify per mood, generi, attività e momenti della giornata offrono colonne sonore pronte per ogni situazione dalla concentrazione lavorativa all’allenamento in palestra alla cena romantica.

Il problema della compensazione agli artisti

La questione più controversa riguarda quanto Spotify paga agli artisti con cifre che variano tra zero virgola sei e zero virgola otto centesimi per stream, significando che servono circa centomila ascolti per guadagnare seicento-ottocento euro, numeri che funzionano per superstar con miliardi di stream ma che lasciano artisti emergenti con compensi trascurabili. Taylor Swift ha rimosso la sua musica da Spotify per mesi protestando contro un modello che secondo lei svaluta l’arte, mentre Thom Yorke dei Radiohead critica apertamente la piattaforma sostenendo che favorisce le major a scapito degli indipendenti. La controargomentazione è che senza Spotify molta di quella musica verrebbe piratata generando zero ricavi, e che lo streaming offre comunque più della pirateria anche se meno degli acquisti diretti che comunque erano in declino terminale.

Il futuro del possesso musicale

Le nuove generazioni non concepiscono l’idea di possedere musica crescendo in un mondo dove l’accesso immediato a qualsiasi brano è dato per scontato, un cambiamento culturale che trasforma la musica da prodotto da acquistare a servizio da sottoscrivere simile all’elettricità o all’acqua corrente. Il download sia legale che illegale sta morendo sostituito da streaming che offre convenienza superiore senza occupare storage locale, e anche chi aveva librerie iTunes enormi trova sempre meno motivi per mantenerle quando Spotify offre lo stesso e molto di più. Per gli artisti questo significa che i ricavi da registrazioni diminuiscono mentre concerti e merchandise diventano fonti primarie di guadagno, un’inversione del modello tradizionale dove i tour promuovevano gli album invece che viceversa.

La concorrenza in arrivo

Apple Music rappresenta la sfida più seria con il peso del brand Apple, l’integrazione nativa in centinaia di milioni di dispositivi iOS, e risorse finanziarie che permettono investimenti in esclusive e marketing che Spotify non può eguagliare. Google Play Music offre funzionalità simili con l’aggiunta di poter caricare la propria libreria musicale per lo streaming, mentre Tidal si differenzia puntando su qualità audio lossless e ownership degli artisti che però fatica a tradurre in crescita utenti. Pandora domina il mercato americano con un modello radio invece che on-demand, mentre Deezer è popolare in Europa ma non ha mai raggiunto la penetrazione di Spotify. La competizione beneficia gli utenti con prezzi stabili e feature in continua evoluzione, anche se il mercato potrebbe non supportare tanti player nel lungo termine.

Premium vale il costo mensile

Per chi ascolta musica quotidianamente i dieci euro mensili di Spotify Premium si ripagano rapidamente considerando che un singolo album su iTunes costa circa dieci euro e che la maggior parte degli ascoltatori esplora molto più di un album al mese. L’ascolto offline è cruciale per pendolari che attraversano zone senza connessione, per viaggiatori in aereo, e per chiunque voglia conservare batteria e dati cellulare. La qualità audio superiore è apprezzabile su cuffie decenti anche se non raggiunge i livelli dei formati lossless che audiofili puristi preferiscono. L’eliminazione della pubblicità da sola giustifica il costo per molti utenti che trovano le interruzioni insopportabili dopo essersi abituati alla fluidità dell’esperienza Premium.

Consigli per sfruttare Spotify al meglio

Discover Weekly merita attenzione settimanale perché l’algoritmo migliora con l’uso imparando le preferenze reali invece che quelle dichiarate, e salvare i brani apprezzati migliora le raccomandazioni future. Le playlist collaborative permettono di costruire colonne sonore condivise con amici o partner, mentre Spotify Connect elimina la frustrazione di trasferire l’audio tra dispositivi permettendo di controllare la riproduzione su qualsiasi speaker o dispositivo compatibile dalla stessa app. L’integrazione con servizi come Last.fm per lo scrobbling e la condivisione sociale espande l’esperienza oltre l’app stessa, mentre le playlist editoriali offrono punti di partenza eccellenti per esplorare generi o mood che non si conoscono bene.

La trasformazione irreversibile dell’industria

Spotify ha cambiato permanentemente l’industria musicale dimostrando che i consumatori preferiscono l’accesso al possesso quando l’esperienza è sufficientemente conveniente, e che modelli di business costruiti sulla scarsità artificiale non sopravvivono alla disruption digitale. Per gli utenti significa tutta la musica del mondo in tasca a un costo mensile inferiore a quello di un pranzo, mentre per gli artisti significa ripensare completamente le strategie di monetizzazione in un mondo dove le registrazioni generano frazioni dei ricavi di un tempo. Il futuro vedrà probabilmente consolidamento con meno player di streaming che competono, maggiore importanza di live e merchandise per gli artisti, e un’industria che ha finalmente accettato che combattere la tecnologia è inutile e che adattarsi è l’unica opzione praticabile.

Gianluca Gentile

Mi chiamo Gianluca Gentile, classe 1991. Da sempre mi accompagna una passione smisurata per la materia informatica. Computer e web, infatti, sono diventati i miei compagni d’avventura inseparabili. Così nel 2012 ho deciso di trasformare la mia attitudine e le mie capacità in un “lavoro”. Attraverso esperienza e professionalità mi occupo di ristrutturare e costruire da zero l’immagine di un’azienda. Tra le mie funzioni vi è la gestione di ogni fase del processo creativo, curando minuziosamente ogni aspetto delle campagne pubblicitarie sui vari media.

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