Idea virus cos’è e come funziona

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Idea virus cos’è e come impiegare questa nuova opportunità all’interno di una strategia di marketing.

Quando si parla di pubblicità la prima cosa che viene in mente e sempre la stessa: promozione di un prodotto o di un servizio ad un pubblico, tramite i classici canali informativi. E’ il metodo più utilizzato, anche molto redditizio se fatto con criterio. Ma ogni aspetto ha una storia a se.

Oltre ai sui lati positivi vi è un fattore molto rilevante da tenere in considerazione. Le réclame comuni, come quelle fatte in TV, radio, web, hanno un denominatore comune. Ciò che viene proposto è praticamente “sparato” ad un gran numero di potenziali clienti, di cui solo una percentuale ne è realmente interessata.

Di conseguenza si avrà una campagna promozionale che si rivolge ad un contesto molto variegato che, data la grande quantità, nella maggior parte dei casi richiede un grosso impiego economico.

Idea virus cos’è

Ultimamente si è sviluppata una nuova strategia di marketing che si basa su un concetto considerato vecchio ma sempreverde, il passaparola, rivalutato con l’avvento di internet e rinominato idea virus.

È basato su una nozione fondamentale secondo cui un’idea può diffondersi tra la folla come se fosse un virus. L’imprinting principale è l’interazione tra i consumatori, non tra questi e il brand.

La classica pubblicità mono direzionale, l’interruption marketing da marchio ad utente, presenta il rischio di dirigersi ad una grossa fetta di pubblico scarsamente interessata. Vi è soltanto l’aspettativa di scovare la persona realmente incuriosita, consistente in una piccola percentuale pescata in un oceano.

Perché funziona idea virus marketing

Il pensiero dominante impone il passaparola come una cosa antiquata, ormai priva di benefici in termini di pubblicità. Questo pensiero tuttavia ha ripristinato la sua fondamentale importanza grazie alla rete.

L’attuale periodo storico infatti è caratterizzato da un continuo interagire tra le persone, in qualsiasi momento e da ogni angolo del pianeta. E’ su questo punto che nasce l’obiettivo dell’idea virus marketing, ovvero che è l’utente a veicolare un pensiero su un determinato prodotto ad un’altro.

Differenze col passaparola

Questa diffusione è incentrata sul fatto che il brand in questione interessa veramente alla persona che compie fisicamente il passarola. Quindi si presuppone che lo stesso si rivolga ad un altro soggetto che presenti la stessa curiosità a riguardo. Avremo di fronte una pubblicità ad hoc, con utenti realmente interessati e una qualità nettamente maggiore.

La differenza tra passaparola e idea virus è lo strumento adibito alla diffusione. In passato era la parola, potente nell’immediato ma limitante con il passare del tempo. Adesso il web è il veicolo principale, enormemente più potente. Efficace e duraturo.

Come sviluppare una “pubblicità virus“

La peculiarità sull’idea virus sta nel fatto che tutte le parti in causa riescono ad ottenere grossi benefit:

  • Il brand può avere un grosso tornaconto in ambito economico, con una promozione pubblicitaria intelligente e poco costosa;
  • L’untore, ossia la persona che è rimasta piacevolmente colpita dal servizio/prodotto proposto, sarà ben felice di coinvolgere un amico o conoscente potenzialmente interessato, spingendo anch’esso ad acquistarlo;
  • Il destinatario potrà sfruttare l’opportunità propostagli, oltre a coinvolgere anch’egli un altro individuo sia dal vivo che, soprattutto, su internet;

Si può facilmente notare la creazione di una catena di Sant’Antonio, ideale per diffondere le caratteristiche e i servizi proposti.

Per avvalersi di questa strategia di Permission Marketing sono due i principali step che un’azienda deve seguire:

  1. Mettere sul mercato un prodotto nuovo, interessante. Una regola basilare ma che sta alla base. Fondamento senza il quale l’intero castello crollerebbe. Più è innovativo un servizio, maggiore sarà il livello di attenzione e curiosità da parte del consumatore;
  2. Determinare il pubblico di riferimento, ancor meglio se il settore nel quale si vuole puntare risulta particolarmente scarno di competitor;
  3. Creare una schiera di untori. La bontà di ciò che si propone non sempre è sufficiente per una pubblicità ad ampio raggio. Ulteriore quid in più è sviluppare un gruppo di utenti che svolga la funzione di “procacciatore”, con l’intento di avvicinare gli utenti. Questo si verifica proponendo codici sconto, coupon, dietro ai quali ricevono una percentuale in denaro o in buono sconto da spendere sempre nel marchio di riferimento;

Per ulteriori informazione ecco il link Amazon al libro scritto da Seth Godin “Propagare l’Idea virus”.

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Gianluca Gentile