Il 2015 si chiude come un anno di maturazione tecnologica più che di rivoluzione vera e propria, con Microsoft che ha finalmente corretto gli errori di Windows 8 lanciando Windows 10 come aggiornamento gratuito, una mossa senza precedenti che ha portato a cento milioni di installazioni in pochi mesi dimostrando che quando le aziende ascoltano le critiche degli utenti i risultati arrivano. Apple ha introdotto 3D Touch con iPhone 6s trasformando lo schermo sensibile alla pressione da apparente gimmick a funzionalità quotidiana indispensabile, mentre il primo Apple Watch ha venduto più di tutti gli altri smartwatch combinati definendo la categoria dei wearable anche se la prima generazione mostrava ancora margini di miglioramento significativi. Google Photos ha rivoluzionato la gestione delle fotografie offrendo backup illimitato gratuito con ricerca intelligente che riconosce volti e oggetti, un prodotto di generosità sorprendente che ha cambiato radicalmente le aspettative degli utenti riguardo allo storage cloud.
Lo streaming conquista l’intrattenimento
Il 2015 ha segnato il punto di non ritorno per lo streaming musicale e video con Apple Music che ha raggiunto dieci milioni di abbonati paganti in soli sei mesi dal lancio, mentre Spotify consolidava la propria leadership con venti milioni di abbonati premium e settantacinque milioni di utenti totali. Per la prima volta nella storia dell’industria musicale i ricavi da streaming hanno superato quelli dai download digitali, segnando la fine definitiva dell’era degli acquisti musicali tradizionali e aprendo interrogativi sulla sostenibilità del modello per gli artisti che ricevono frazioni di centesimo per ogni ascolto. Netflix ha dominato il video con oltre settanta milioni di abbonati globali mentre HBO Now permetteva finalmente l’abbonamento senza pacchetto televisivo via cavo, accelerando il fenomeno del cord cutting che vedeva i giovani abbandonare completamente la televisione tradizionale in favore dello streaming on-demand.
L’economia on-demand e gli unicorni miliardari
Uber ha raggiunto una valutazione superiore ai sessanta miliardi di dollari diventando la startup più valorizzata della storia mentre Airbnb toccava i venticinque miliardi, numeri che facevano sembrare modeste le valutazioni di Snapchat a sedici miliardi, Pinterest a undici e Dropbox a dieci. L’economia dei gig sollevava però interrogativi profondi sul futuro del lavoro con milioni di persone che guadagnavano attraverso piattaforme senza le tutele del lavoro dipendente tradizionale, creando una classe di lavoratori precari mascherati da imprenditori indipendenti. I dubbi sulla sostenibilità di queste valutazioni iniziavano a emergere con alcune startup che subivano down round significativi, come Foursquare passata da seicentocinquanta a duecentocinquanta milioni di valutazione, segnali che la correzione potrebbe arrivare nel 2016 quando gli investitori avrebbero iniziato a chiedere profitti reali invece di crescita a tutti i costi.
Acquisizioni record e consolidamento industriale
Dell ha completato l’acquisizione di EMC per sessantasette miliardi di dollari, la più grande nella storia del settore tecnologico, trasformandosi in un gigante dell’enterprise computing capace di competere con IBM e HP nella fornitura di infrastrutture alle grandi aziende. Nokia ha acquistato Alcatel-Lucent per sedici miliardi e seicento milioni consolidando il settore delle apparecchiature di rete in un mondo dove il 5G si profilava all’orizzonte richiedendo investimenti massicci in ricerca e sviluppo che solo pochi attori potevano permettersi. Verizon ha speso quattro miliardi e quattrocento milioni per AOL non per la sua eredità di provider internet ma per la piattaforma pubblicitaria digitale, segnalando che le telecomunicazioni vedevano il futuro nella vendita di dati e pubblicità più che nella semplice connettività.
I fallimenti e le crisi aziendali
Google Glass è stato ufficialmente chiuso come progetto consumer dopo che gli utilizzatori erano stati soprannominati glasshole per il disagio sociale causato da telecamere sempre accese puntate sui presenti, dimostrando che la tecnologia indossabile deve considerare le dinamiche sociali oltre alla pura funzionalità. Pebble, il pioniere degli smartwatch che aveva raccolto record su Kickstarter, ha licenziato il venticinque percento del personale schiacciato dalla concorrenza di Apple Watch che aveva cambiato le regole del mercato. Twitter continuava a stagnare con utenti che non crescevano e il CEO fondatore Jack Dorsey richiamato al comando per tentare un rilancio che appariva sempre più difficile, mentre Yahoo proseguiva il suo declino apparentemente inarrestabile con Marissa Mayer incapace di invertire una rotta che portava verso la vendita del core business.
Privacy e sicurezza sotto attacco
L’anno è stato devastante per la sicurezza informatica con il breach dell’Office of Personnel Management americano che ha esposto i dati di ventuno milioni di dipendenti federali inclusi background check dettagliati perfetti per operazioni di spionaggio e ricatto, un attacco attribuito alla Cina che ha messo in evidenza la vulnerabilità anche delle agenzie governative più sensibili. Ashley Madison ha subito il furto dei dati di trentasette milioni di utenti del sito di incontri extraconiugali con conseguenze tragiche che hanno incluso divorzi, dimissioni di figure pubbliche e almeno due suicidi confermati. Anthem ha perso ottanta milioni di record sanitari mentre la battaglia sulla crittografia si intensificava con Apple e Google che criptavano i dispositivi di default e FBI e governi che chiedevano backdoor, un dibattito destinato a esplodere nel 2016 con il caso San Bernardino.
Gaming e intrattenimento interattivo
Il 2015 è stato un anno eccezionale per i videogiochi con The Witcher 3 che ha conquistato il titolo di gioco dell’anno presso la maggior parte delle pubblicazioni grazie a una narrativa matura e un mondo aperto ricchissimo di contenuti che ha ridefinito gli standard del genere RPG. Fallout 4 ha generato settecentocinquanta milioni di dollari nel primo weekend dimostrando che i franchise storici mantengono un potere di attrazione enorme, mentre Metal Gear Solid V ha segnato la fine tumultuosa del rapporto tra Hideo Kojima e Konami con un capolavoro di gameplay che lasciava comunque la narrativa incompiuta. Gli esport sono esplosi nel mainstream con il torneo Dota 2 International che ha raggiunto un montepremi di diciotto milioni di dollari finanziato in gran parte dalla community stessa, dimostrando che il gaming competitivo stava diventando un fenomeno culturale e commerciale di primo piano.
Le promesse per il 2016
La realtà virtuale si preparava finalmente al lancio consumer con Oculus Rift, HTC Vive e PlayStation VR tutti annunciati per il primo semestre 2016, promettendo di trasformare l’intrattenimento domestico in modi che erano rimasti fantascienza per decenni. Tesla Autopilot era già disponibile dimostrando che la guida autonoma non era più un concetto futuristico ma una tecnologia in rapida evoluzione che avrebbe sollevato questioni legali e etiche man mano che gli incidenti inevitabili si sarebbero verificati. L’intelligenza artificiale emergeva come buzzword dominante con il machine learning che pervadeva ogni prodotto tecnologico dagli assistenti vocali al riconoscimento fotografico, mentre i rumors su iPhone 7 parlavano di eliminazione del jack audio e certificazione impermeabile, cambiamenti che avrebbero generato polemiche e poi accettazione come ogni innovazione Apple.
Un anno di transizione verso il futuro digitale
Il 2015 rimarrà nella memoria come l’anno in cui le tendenze degli anni precedenti hanno raggiunto la maturità mainstream trasformando lo streaming da alternativa a standard, i dispositivi indossabili da curiosità a categoria definita, e la privacy digitale da preoccupazione di nicchia a tema di dibattito pubblico. Le preoccupazioni sulla sicurezza dei dati sono cresciute giustamente dopo breach che hanno esposto centinaia di milioni di persone, mentre le valutazioni stratosferiche delle startup hanno iniziato a sollevare dubbi sulla sostenibilità di un modello basato sulla crescita infinita senza profitti. Il 2016 prometteva la rivoluzione della realtà virtuale, automobili sempre più autonome, intelligenza artificiale sempre più pervasiva, e streaming che avrebbe continuato a erodere i modelli tradizionali di distribuzione dei contenuti. La tecnologia continua ad accelerare trasformando ogni aspetto della vita quotidiana, e questo blog continuerà a raccontarne l’evoluzione mentre ci avventuriamo in un futuro che diventa presente sempre più rapidamente.








