Nel 2019 Apple ha compiuto un passo decisivo nella trasformazione da azienda hardware a ecosistema di servizi con il lancio di Apple TV+ e Apple Arcade, due abbonamenti che hanno segnato l’ingresso dell’azienda nei mercati dello streaming video e del gaming in abbonamento. Apple TV+ ha debuttato con un approccio radicalmente diverso dai concorrenti, offrendo esclusivamente contenuti originali prodotti o co-prodotti da Apple invece di un vasto catalogo di titoli esistenti, a un prezzo aggressivo di 4.99 euro al mese per l’intera famiglia più un anno gratuito per chi acquista dispositivi Apple. Apple Arcade ha proposto oltre cento giochi senza pubblicità né microtransazioni, rispondendo al problema del mobile gaming sempre più dominato da modelli free-to-play predatori. Entrambi i servizi rappresentavano la strategia di Apple per costruire flussi di ricavi ricorrenti che potessero compensare il rallentamento delle vendite iPhone, trasformando la base installata di centinaia di milioni di dispositivi in abbonati a servizi a lungo termine.
Apple TV+ e la scommessa sui contenuti originali esclusivi
La strategia di Apple TV+ si distingue radicalmente da quella dei concorrenti per l’assenza totale di un catalogo di contenuti esistenti. Mentre Netflix, Disney+ e Amazon Prime Video attraggono abbonati con migliaia di film e serie già prodotti, Apple TV+ offre esclusivamente show originali commissionati specificamente per la piattaforma. Questa scelta comporta un rischio significativo dato che il catalogo al lancio contava meno di dieci produzioni, una frazione infinitesimale rispetto alle migliaia di titoli disponibili sulle piattaforme concorrenti. Apple ha compensato questa limitazione con investimenti massicci di oltre sei miliardi di dollari in produzioni originali e accordi con talenti di primo piano come Steven Spielberg, Oprah Winfrey, J.J. Abrams e Martin Scorsese. Il prezzo di 4.99 euro al mese, il più basso tra i servizi streaming mainstream, posiziona Apple TV+ come abbonamento a basso costo che si può aggiungere senza rinunciare ad altri servizi. L’anno gratuito incluso con l’acquisto di dispositivi Apple fornisce tempo per costruire un catalogo convincente mentre gli utenti sperimentano il servizio senza rischi.
Le produzioni originali e le recensioni iniziali contrastanti
Il lancio di Apple TV+ è stato accompagnato da serie che ambivano a posizionarsi come eventi televisivi imperdibili, con budget e cast degni delle produzioni più prestigiose. The Morning Show con Jennifer Aniston e Reese Witherspoon esplorava il mondo della televisione mattutina americana affrontando temi come le molestie sessuali sul posto di lavoro. See con Jason Momoa ambientava un’epica fantasy in un futuro post-apocalittico dove l’umanità ha perso la vista. For All Mankind immaginava una storia alternativa dove l’Unione Sovietica aveva vinto la corsa alla Luna, cambiando il corso della Guerra Fredda. Dickinson reinterpretava la vita di Emily Dickinson con sensibilità e linguaggio contemporanei. Le recensioni iniziali sono state miste, con The Morning Show che ha ricevuto critiche per una scrittura non sempre all’altezza del cast stellare e See che è stato largamente stroncato come derivativo. Questo avvio poco convincente ha alimentato dubbi sulla capacità di Apple di competere nella produzione di contenuti con aziende che lo fanno da decenni.
Apple Arcade e la risposta al mobile gaming tossico
Apple Arcade ha affrontato un problema diverso ma altrettanto significativo, il deterioramento della qualità del mobile gaming sotto la pressione dei modelli free-to-play che hanno trasformato molti giochi in slot machine mascherate. Per 4.99 euro al mese condivisi con l’intera famiglia, il servizio offre accesso a oltre cento giochi esclusivi senza pubblicità, senza acquisti in-app e senza meccaniche pay-to-win progettate per manipolare psicologicamente i giocatori. I giochi sono completi nel senso tradizionale del termine, esperienze con inizio, sviluppo e fine che non cercano di estrarre pagamenti continui attraverso barriere artificiali o vantaggi acquistabili. Il catalogo include titoli di studi indie rispettati come Sayonara Wild Hearts, What the Golf e Grindstone, insieme a produzioni più ambiziose come Oceanhorn 2 e nuove versioni di classici come Frogger. Tutti i giochi funzionano su iPhone, iPad, Mac e Apple TV con salvataggi sincronizzati tra dispositivi, permettendo di iniziare una partita sullo smartphone durante il tragitto e continuarla sul televisore a casa.
La guerra dello streaming e la frammentazione del mercato
Apple TV+ si è inserito in un mercato sempre più affollato dove la proliferazione dei servizi streaming stava creando una frammentazione che ricordava la televisione via cavo che lo streaming avrebbe dovuto sostituire. Netflix con i suoi 167 milioni di abbonati e quindici miliardi di dollari annui in contenuti rappresentava il gigante da sfidare. Disney+ ha lanciato quasi contemporaneamente con il vantaggio di Marvel, Star Wars, Pixar e il catalogo storico Disney a un prezzo di 6.99 euro. Amazon Prime Video era incluso nell’abbonamento Prime già pagato da milioni di famiglie. HBO Max e Peacock si preparavano a lanciare nel 2020 portando ulteriore frammentazione. Per accedere a tutti i contenuti desiderati, i consumatori dovevano ora sottoscrivere cinque o sei servizi diversi con un costo totale che poteva superare quello del vecchio abbonamento via cavo. In questo contesto, il prezzo basso di Apple TV+ e l’anno gratuito rappresentavano tentativi di inserirsi senza costringere i consumatori a scelte escludenti.
La strategia dei servizi e Apple One
Apple TV+ e Apple Arcade si inserivano in una strategia più ampia di costruzione di un ecosistema di servizi che rendesse sempre più difficile per gli utenti abbandonare il giardino Apple. Insieme ad Apple Music, iCloud e Apple News+, l’azienda stava assemblando un portfolio di abbonamenti che generavano ricavi ricorrenti indipendenti dai cicli di sostituzione hardware. Nel 2019 i servizi Apple generavano già quarantasei miliardi di dollari di ricavi annui, una cifra che molte aziende tecnologiche non raggiungono con l’intero fatturato. La prospettiva di un bundle Apple One che combinasse tutti i servizi a prezzo scontato appariva logica e si sarebbe concretizzata l’anno successivo. Questa strategia trasformava ogni iPhone venduto non in una transazione singola ma nell’inizio di una relazione economica potenzialmente pluriennale, dove i margini sui servizi potevano compensare la pressione sui margini hardware derivante dalla competizione. Per gli utenti già investiti nell’ecosistema Apple, la comodità di avere tutto integrato rappresentava un valore aggiunto difficile da replicare per concorrenti.
Per chi hanno senso questi abbonamenti
La valutazione se Apple TV+ e Apple Arcade valgano l’abbonamento dipende fortemente dalla situazione individuale dell’utente. Per chi acquista un nuovo dispositivo Apple, l’anno gratuito rende la domanda irrilevante nel breve termine, permettendo di valutare la crescita del catalogo senza costi. Per chi paga l’abbonamento pieno, Apple TV+ ha senso principalmente come complemento ad altri servizi piuttosto che come sostituto, dato il catalogo limitato che non può sostenere il consumo intensivo di un utente che guarda contenuti quotidianamente. Apple Arcade risulta più convincente per famiglie con bambini che beneficiano di giochi sicuri senza rischio di acquisti accidentali, o per chi gioca casualmente su mobile e vuole esperienze complete senza la frustrazione dei modelli free-to-play. Per gamer dedicati che possiedono console o PC, Apple Arcade offre poco che non sia disponibile in forme migliori su quelle piattaforme. Entrambi i servizi hanno più senso come parte di un futuro bundle che come acquisti separati.
L’evoluzione dei servizi Apple nel panorama competitivo
L’ingresso di Apple nello streaming video e nel gaming in abbonamento rappresentava un riconoscimento che il futuro dell’azienda non poteva dipendere esclusivamente dalle vendite hardware in un mercato smartphone maturo dove la crescita era rallentata significativamente. La base installata di oltre un miliardo di dispositivi Apple attivi rappresentava un’opportunità unica per costruire servizi che generassero ricavi ricorrenti da utenti già acquisiti. Apple TV+ e Apple Arcade non erano prodotti pensati per conquistare nuovi utenti ma per monetizzare quelli esistenti offrendo valore aggiunto che giustificasse la permanenza nell’ecosistema. Il successo di questa strategia dipendeva dalla capacità di Apple di produrre contenuti e giochi che giustificassero l’abbonamento non come gesto di fedeltà al brand ma per genuino valore intrinseco. Le produzioni iniziali di Apple TV+ hanno mostrato che l’azienda aveva ancora molto da imparare sulla creazione di contenuti, mentre Apple Arcade ha dimostrato un’esecuzione più convincente in un mercato dove l’approccio senza pubblicità rappresentava una differenziazione reale e apprezzata.








