Apple Music streaming musicale WWDC 2015

Il WWDC 2015 ha segnato l’ingresso ufficiale di Apple nel mercato dello streaming musicale con Apple Music, un servizio che combina l’accesso on-demand a trenta milioni di brani con la radio live di Beats 1 e una componente social per artisti, sfidando direttamente Spotify in un mercato che stava rapidamente sostituendo la vendita di musica digitale che aveva fatto la fortuna di iTunes nel decennio precedente. Oltre al nuovo servizio musicale, la conferenza ha presentato iOS 9 e OS X El Capitan che si concentrano su stabilità e performance invece di feature rivoluzionarie, rispondendo alle critiche ricevute per i bug che avevano afflitto iOS 8 al lancio. Il multitasking su iPad rappresenta la novità più significativa per la produttività del tablet permettendo finalmente di affiancare due applicazioni sullo schermo, mentre watchOS 2 promette app native veloci che cambieranno l’esperienza d’uso di Apple Watch. L’annuncio che Swift sarebbe diventato open source ha sorpreso tutti segnalando un’apertura di Apple verso la community degli sviluppatori senza precedenti nella storia dell’azienda.

Apple Music e la sfida a Spotify

Apple Music offre accesso in streaming a un catalogo di trenta milioni di brani con qualità audio a duecentocinquantasei kilobit in formato AAC, permettendo sia l’ascolto online che il download per l’ascolto offline, una funzionalità essenziale per chi viaggia spesso o non ha connessione dati illimitata. L’integrazione con la libreria iTunes esistente significa che i brani acquistati in passato o caricati da CD convivono con il catalogo streaming in un’unica interfaccia, risolvendo uno dei problemi principali dei servizi concorrenti che costringevano a gestire due librerie separate. Il prezzo di nove euro e novantanove al mese per l’abbonamento individuale è in linea con Spotify Premium, mentre l’opzione famiglia a quattordici euro e novantanove per sei persone rappresenta un risparmio significativo per le famiglie numerose. I tre mesi di prova gratuita permettono di valutare il servizio senza impegno, un periodo sufficientemente lungo per capire se l’integrazione con l’ecosistema Apple giustifica l’abbandono di alternative già consolidate.

Beats 1 e la radio live globale

Beats 1 rappresenta l’elemento più distintivo di Apple Music rispetto alla concorrenza, una stazione radio live trasmessa ventiquattro ore su ventiquattro da studi a Los Angeles, New York e Londra con DJ di alto profilo come Zane Lowe, ex BBC Radio 1, che curano playlist e intervistano artisti in diretta. La radio è disponibile gratuitamente per tutti gli utenti anche senza abbonamento Apple Music, una mossa strategica per attirare ascoltatori che potrebbero poi convertirsi in abbonati paganti quando scopriranno che le canzoni ascoltate in radio sono immediatamente disponibili per l’aggiunta alla propria libreria. Gli show esclusivi di artisti come Dr. Dre, Pharrell Williams e Elton John promettono contenuti che non si trovano altrove, trasformando Beats 1 in destinazione per scoperta musicale curata da esperti invece che algoritmi. La componente Connect permette agli artisti di condividere contenuti esclusivi come foto backstage, demo e video direttamente con i fan creando una piattaforma social integrata nel servizio musicale.

La controversia Taylor Swift e la marcia indietro

Pochi giorni prima del lancio Taylor Swift ha pubblicato una lettera aperta criticando Apple per la decisione di non pagare i royalties agli artisti durante i tre mesi di prova gratuita, una politica che secondo la cantante penalizzava ingiustamente i musicisti emergenti che non potevano permettersi di regalare la propria musica mentre Apple utilizzava i loro brani per attirare milioni di nuovi utenti. La risposta di Apple è arrivata in meno di ventiquattro ore con Eddy Cue che ha annunciato via Twitter che l’azienda avrebbe pagato i royalties anche durante il periodo di prova, una retromarcia senza precedenti che dimostrava quanto Apple fosse sensibile alle critiche pubbliche da parte di artisti influenti. L’episodio ha evidenziato le tensioni nel mercato dello streaming dove le piattaforme negoziano duramente con le etichette per minimizzare i costi mentre gli artisti spesso ricevono frazioni di centesimo per ogni ascolto, un modello economico che rimane controverso nonostante la crescita esplosiva del settore. Taylor Swift ha successivamente reso disponibile il suo catalogo su Apple Music contribuendo al successo del servizio.

iOS 9 e il focus sulla stabilità

Dopo le critiche ricevute per i bug e i problemi di stabilità di iOS 8, Apple ha dedicato iOS 9 al consolidamento e all’ottimizzazione invece che all’introduzione di feature rivoluzionarie, un approccio simile a quello di Snow Leopard nel mondo Mac che aveva seguito il problematico Leopard. Siri diventa proattivo imparando le abitudini dell’utente per suggerire applicazioni e informazioni prima che vengano richieste, preparando i dati sul traffico quando sa che l’utente sta per partire per il lavoro o suggerendo la playlist musicale preferita quando collega le cuffie. La ricerca Spotlight è stata estesa per cercare dentro le applicazioni di terze parti permettendo di trovare contenuti da Mail, Note, contatti e app compatibili in un’unica interfaccia invece di dover aprire ogni app separatamente. L’app Note riceve un redesign completo con supporto per checklist, disegni a mano libera, formattazione del testo e allegati, trasformandola da semplice blocco appunti a strumento di organizzazione capace di competere con alternative come Evernote per utilizzi base.

Multitasking iPad e la produttività mobile

Il multitasking su iPad rappresenta la novità più significativa di iOS 9 per chi utilizza il tablet come strumento di lavoro, introducendo tre modalità che trasformano iPad da dispositivo di consumo a piattaforma produttiva capace di sostituire un laptop per molte attività quotidiane. Slide Over permette di aprire una seconda applicazione in un pannello laterale che scorre sopra quella principale per consultazioni rapide senza abbandonare il contesto di lavoro, utile per rispondere a un messaggio mentre si legge un documento. Split View va oltre permettendo di affiancare due applicazioni che rimangono entrambe attive e interattive, dividendo lo schermo in proporzioni regolabili, una funzionalità disponibile però solo su iPad Air 2 che possiede la potenza hardware necessaria per gestire due app simultaneamente. Picture in Picture permette di continuare a guardare un video in una finestra ridimensionabile mentre si utilizza qualsiasi altra applicazione, ideale per seguire una conferenza o un tutorial mentre si prendono appunti. Queste funzionalità esistevano da anni su concorrenti Android e Windows ma l’implementazione Apple promette l’integrazione fluida che caratterizza l’ecosistema.

OS X El Capitan e le ottimizzazioni desktop

El Capitan segue la filosofia di iOS 9 concentrandosi su performance e raffinamenti invece che feature radicali, con miglioramenti misurabili che vedono le applicazioni aprirsi una volta e mezzo più velocemente, il cambio tra app diventare doppiamente reattivo, e l’apertura di PDF in Preview accelerata di quattro volte. Split View arriva anche su Mac permettendo di affiancare due applicazioni a schermo intero senza bisogno di utility di terze parti, una funzionalità che Windows offriva da Windows 7 ma che su Mac richiedeva software aggiuntivo. Mission Control è stato riprogettato per essere più ordinato e navigabile con miniature più chiare e la possibilità di organizzare desktop virtuali in modo più intuitivo. L’API grafica Metal sviluppata originariamente per iOS arriva su Mac promettendo migliori performance per giochi e applicazioni che sfruttano intensivamente la GPU, un vantaggio che si vedrà man mano che gli sviluppatori adotteranno le nuove capacità. L’aggiornamento a Note e Mappe porta su desktop le stesse novità della controparte mobile garantendo sincronizzazione perfetta tra tutti i dispositivi Apple.

watchOS 2 e le app native

La prima generazione di Apple Watch soffriva di app di terze parti frustranti che caricavano lentamente dipendendo dalla connessione con iPhone per ogni operazione, un problema che watchOS 2 risolve permettendo finalmente app native che girano direttamente sull’orologio sfruttando il processore locale invece di delegare tutto allo smartphone. Le complicazioni personalizzabili permettono di aggiungere informazioni da app di terze parti direttamente sui quadranti, integrando dati come risultati sportivi, meteo dettagliato o promemoria nelle schermate principali senza dover aprire applicazioni. Time Travel permette di ruotare la corona digitale per vedere come cambieranno le complicazioni nel futuro o rivederle nel passato, utile per consultare appuntamenti imminenti o eventi meteo previsti. La modalità Nightstand trasforma l’orologio in sveglia da comodino quando viene posizionato sul caricatore in orientamento orizzontale, sfruttando un caso d’uso naturale che la prima versione del software ignorava completamente.

Swift open source e il cambio di direzione Apple

L’annuncio che Swift sarebbe diventato open source entro fine anno rappresenta un cambio di filosofia significativo per Apple che tradizionalmente manteneva controllo totale sulle proprie tecnologie, una mossa che potrebbe trasformare il linguaggio di programmazione da strumento esclusivo per lo sviluppo iOS e Mac a opzione per server, scripting e altre piattaforme. La disponibilità su Linux apre possibilità per lo sviluppo backend con lo stesso linguaggio utilizzato per le app client, semplificando la vita degli sviluppatori che potrebbero condividere codice e competenze tra frontend mobile e server. La comunità open source potrà contribuire all’evoluzione del linguaggio accelerando lo sviluppo di librerie e tool che arricchiscono l’ecosistema ben oltre quello che Apple potrebbe fare internamente. Per un’azienda famosa per il controllo ossessivo su ogni aspetto dei propri prodotti questa apertura segnala una comprensione matura che certi vantaggi competitivi derivano dalla collaborazione piuttosto che dalla chiusura.

L’evoluzione dell’ecosistema Apple

Il WWDC 2015 rappresenta un anno di consolidamento piuttosto che rivoluzione, con Apple che riconosce la necessità di stabilizzare le fondamenta prima di costruire ulteriormente, rispondendo alle critiche legittime sulla qualità software che avevano accompagnato i lanci recenti. Apple Music entra in un mercato dominato da Spotify portando l’integrazione con l’ecosistema come vantaggio competitivo principale, una strategia che potrebbe funzionare per i milioni di utenti già investiti in dispositivi Apple che apprezzerebbero non dover gestire un’altra app e un altro abbonamento separato. Il multitasking iPad e le app native watchOS rispondono a critiche specifiche che avevano limitato l’utilità di questi dispositivi, miglioramenti che dimostrano che Apple ascolta il feedback anche quando non lo ammette pubblicamente. Swift open source è forse l’annuncio con le implicazioni più durature suggerendo un’Apple più aperta alla collaborazione con la community degli sviluppatori, un cambio culturale che potrebbe influenzare decisioni future ben oltre questo singolo linguaggio di programmazione.

Gianluca Gentile

Mi chiamo Gianluca Gentile, classe 1991. Da sempre mi accompagna una passione smisurata per la materia informatica. Computer e web, infatti, sono diventati i miei compagni d’avventura inseparabili. Così nel 2012 ho deciso di trasformare la mia attitudine e le mie capacità in un “lavoro”. Attraverso esperienza e professionalità mi occupo di ristrutturare e costruire da zero l’immagine di un’azienda. Tra le mie funzioni vi è la gestione di ogni fase del processo creativo, curando minuziosamente ogni aspetto delle campagne pubblicitarie sui vari media.

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