La presentazione di iPhone 11 nel settembre 2019 ha segnato un cambio di direzione significativo per Apple, con l’azienda che per la prima volta in anni ha ridotto il prezzo del modello entry-level della sua lineup smartphone flagship invece di aumentarlo. iPhone 11 a ottocentotrentanove euro, cinquanta euro in meno rispetto a iPhone XR dell’anno precedente, offriva il chip A13 Bionic più potente sul mercato, un sistema a doppia fotocamera con grandangolo e ultra-grandangolo, e la nuova Night Mode che finalmente portava Apple al livello di Google Pixel e Huawei nella fotografia notturna. I modelli Pro introducevano per la prima volta una configurazione a tripla fotocamera con teleobiettivo aggiunto, insieme a Deep Fusion per dettagli senza precedenti nelle foto. Pur non essendo un anno rivoluzionario per il design, rimasto sostanzialmente invariato da iPhone X del 2017, il 2019 ha rappresentato l’ammissione implicita da parte di Apple che i prezzi erano diventati eccessivi e che era necessario un riequilibrio per mantenere la competitività sul mercato.
iPhone 11: il best buy della lineup per il pubblico generale
iPhone 11 ha sostituito iPhone XR come modello di riferimento per chi desidera un iPhone moderno senza spendere per le varianti Pro. Il display Liquid Retina LCD da 6.1 pollici mantiene la stessa tecnologia del predecessore ma con calibrazione migliorata e luminosità aumentata. Il chip A13 Bionic, identico a quello dei modelli Pro, garantisce prestazioni superiori a qualsiasi smartphone Android disponibile sul mercato al momento del lancio, con vantaggi particolarmente evidenti nell’elaborazione fotografica e nelle applicazioni di realtà aumentata. La vera novità rispetto a XR risiede nel sistema fotografico che passa da singola a doppia fotocamera, aggiungendo un sensore ultra-grandangolare da 12 megapixel con campo visivo di 120 gradi che permette di catturare scene ampie impossibili con le lenti standard. La batteria migliora di circa un’ora rispetto al modello precedente, e la gamma cromatica si espande a sei opzioni vivaci incluso il verde acqua che è diventato il colore più desiderato della generazione.
Il sistema a tripla fotocamera dei modelli Pro
iPhone 11 Pro e Pro Max hanno introdotto il sistema fotografico più avanzato mai visto su uno smartphone Apple, con tre fotocamere posteriori da 12 megapixel ciascuna che coprono lunghezze focali equivalenti a 13mm, 26mm e 52mm. L’ultra-grandangolare permette di catturare paesaggi, architetture e scene di gruppo che precedentemente richiedevano passi indietro impossibili in spazi ristretti. Il grandangolo principale beneficia di un’apertura f/1.8 e stabilizzazione ottica per prestazioni eccellenti in condizioni di scarsa illuminazione. Il teleobiettivo con zoom ottico 2x e apertura f/2.0 avvicina i soggetti senza degradare la qualità dell’immagine come fanno gli zoom digitali. La transizione tra le tre lenti è fluida sia in fotografia che in video, permettendo di cambiare prospettiva durante la registrazione senza interruzioni visibili. Tutti e tre i sensori possono registrare video 4K a 60 fotogrammi al secondo con audio zoom che regola la direzione del microfono in base all’inquadratura, funzionalità che rendono questi iPhone strumenti semiprofessionali per la produzione video.
Night Mode e Deep Fusion: la fotografia computazionale matura
La Night Mode rappresentava una delle funzionalità più attese da anni dagli utenti iPhone, che vedevano i competitor come Google Pixel e Huawei produrre foto notturne impressionanti mentre iPhone restava indietro. Il sistema funziona automaticamente quando rileva condizioni di scarsa illuminazione, combinando multiple esposizioni lunghe in un’unica immagine luminosa e dettagliata attraverso elaborazione computazionale avanzata. I risultati competono finalmente con le migliori implementazioni della concorrenza, producendo foto notturne utilizzabili senza necessità di flash che distrugge l’atmosfera delle scene. Deep Fusion, introdotto con un aggiornamento software successivo al lancio, rappresenta un passo ulteriore nella fotografia computazionale, combinando nove esposizioni a diverse lunghezze per creare immagini con un livello di dettaglio nelle texture precedentemente impossibile. Questa funzionalità opera invisibilmente in condizioni di luce media, il segmento dove la maggior parte delle foto viene scattata, migliorando silenziosamente ogni scatto senza richiede intervento dell’utente.
Il chip A13 Bionic e le prestazioni da record
Il processore A13 Bionic ha confermato la leadership di Apple nei chip mobile con prestazioni superiori del venti percento rispetto all’A12 dell’anno precedente mantenendo un’efficienza energetica migliorata del quaranta percento. L’architettura comprende due core CPU ad alte prestazioni per carichi intensivi e quattro core ad efficienza per operazioni quotidiane, con il sistema che bilancia automaticamente il carico tra i due cluster per ottimizzare prestazioni e durata della batteria. La GPU a quattro core offre prestazioni superiori del venti percento con consumi inferiori, permettendo gaming avanzato e rendering video professionale su dispositivo mobile. Il Neural Engine a otto core può eseguire fino a un trilione di operazioni al secondo per accelerare il machine learning che alimenta funzionalità come Face ID, fotografia computazionale, e riconoscimento vocale. Questa potenza computazionale non serve solo per le applicazioni attuali ma garantisce che gli iPhone 11 rimangano performanti e supportati per anni, giustificando l’investimento nel lungo termine.
Autonomia migliorata e il caricatore veloce finalmente incluso (solo Pro)
L’efficienza dell’A13 Bionic combinata con ottimizzazioni software ha prodotto miglioramenti significativi nella durata della batteria rispetto alla generazione precedente. iPhone 11 guadagna circa un’ora rispetto a XR, mentre i modelli Pro mostrano miglioramenti più drammatici con iPhone 11 Pro che offre quattro ore in più rispetto a XS e Pro Max che ne aggiunge cinque rispetto a XS Max. Questi guadagni derivano non solo dall’efficienza del chip ma anche da ottimizzazioni nel display e nella gestione energetica del modem. I modelli Pro includono finalmente un caricatore rapido da 18W nella confezione, permettendo di raggiungere il cinquanta percento della batteria in trenta minuti, una funzionalità che gli utenti dovevano precedentemente acquistare separatamente. iPhone 11 standard mantiene inspiegabilmente il caricatore da 5W che richiede ore per una ricarica completa, una decisione di risparmio difficile da giustificare su un dispositivo da oltre ottocento euro che ha generato critiche diffuse.
Apple Watch Series 5 e il display always-on
Contestualmente agli iPhone, Apple ha presentato Apple Watch Series 5 la cui novità principale è il display always-on che permette di vedere l’ora con una semplice occhiata senza dover alzare il polso o toccare lo schermo. Questa funzionalità, apparentemente ovvia per un orologio, aveva richiesto cinque generazioni per essere implementata a causa delle sfide tecniche nel mantenere uno schermo attivo senza esaurire la batteria in poche ore. Apple ha risolto il problema con una tecnologia display LTPO che può variare il refresh rate da 60Hz a 1Hz quando inattivo, riducendo drasticamente i consumi in stato always-on. Un sensore bussola integrato migliora la navigazione nelle applicazioni mappe, mentre i materiali si espandono per includere titanio e il ritorno della ceramica accanto ai tradizionali alluminio e acciaio. Il prezzo parte da quattrocentocinquantanove euro per la versione GPS, con la variante cellular che aggiunge cento euro. Per chi possiede già Series 4, l’upgrade non è essenziale dato che l’always-on è l’unica novità significativa.
Cosa mancava ancora agli iPhone 2019
Nonostante i miglioramenti, la lineup iPhone 11 manteneva alcune limitazioni che gli utenti speravano venissero superate. L’assenza del 5G rappresentava la lacuna più evidente rispetto alla concorrenza Android che aveva già introdotto modelli compatibili con le reti di nuova generazione, una scelta che Apple giustificava con l’immaturità delle reti ma che lasciava fuori dal ciclo di upgrade chi voleva prepararsi per il futuro. Il connettore Lightning persisteva nonostante iPad Pro fosse passato a USB-C l’anno precedente, creando un’incoerenza nell’ecosistema Apple difficile da spiegare se non con motivazioni economiche legate agli accessori certificati. Il design rimaneva sostanzialmente invariato da iPhone X del 2017, con il notch che molti speravano di vedere ridotto o eliminato. Il display a 120Hz ProMotion, presente su iPad Pro, non aveva fatto il salto sugli iPhone nonostante i vantaggi evidenti in fluidità di navigazione e precisione di Apple Pencil dove supportato.
Un anno di consolidamento prima della rivoluzione 2020
La lineup iPhone 11 rappresenta un anno di consolidamento piuttosto che di rivoluzione, dove Apple ha raffinato ciò che funzionava, corretto gli errori di pricing e colmato gap tecnologici con la concorrenza nella fotografia. Il risultato è una generazione di iPhone eccellente per chi necessita di un upgrade da modelli più vecchi o per chi entra per la prima volta nell’ecosistema Apple, con iPhone 11 che emerge come il miglior rapporto qualità-prezzo nella storia recente dell’azienda. I modelli Pro giustificano il premium per fotografi e videomaker professionisti che possono sfruttare la tripla fotocamera, mentre per l’utente medio iPhone 11 offre il novanta percento dell’esperienza a prezzo significativamente inferiore. Il 2020 avrebbe portato le innovazioni maggiori con il 5G, un nuovo design e altre novità, ma il 2019 ha dimostrato che Apple poteva ancora produrre smartphone eccellenti anche negli anni di transizione, e soprattutto che era disposta ad ascoltare le critiche sui prezzi eccessivi.








