Il 2017 è stato un anno di contrasti straordinari per l’industria tecnologica, con prodotti che hanno ridefinito le aspettative dei consumatori convivendo con minacce informatiche che hanno paralizzato infrastrutture critiche in tutto il mondo e decisioni politiche che hanno messo in discussione i principi fondamentali di internet aperto. Nintendo ha compiuto uno dei ritorni più impressionanti nella storia del gaming con Switch e i suoi due capolavori Zelda e Mario Odyssey entrambi con valutazioni di novantasette su Metacritic, mentre Apple ha presentato iPhone X ridefinendo cosa significasse smartphone premium con il suo design tutto schermo e Face ID. Bitcoin è passato da mille a ventimila dollari alimentando una febbre speculativa che ha catturato l’attenzione del mondo intero, mentre WannaCry e NotPetya hanno causato miliardi di dollari di danni dimostrando quanto vulnerabili fossero le nostre infrastrutture digitali. La FCC ha votato per abolire la Net Neutrality negli Stati Uniti mentre in Europa il GDPR si preparava all’entrata in vigore, due movimenti in direzioni opposte che riflettevano visioni radicalmente diverse del ruolo della regolamentazione nel governare internet e proteggere i cittadini.
Nintendo Switch e il ritorno della grande N
Il lancio di Nintendo Switch nel marzo 2017 rappresentava l’ultimo tentativo dell’azienda giapponese di riconquistare la rilevanza perduta dopo il fallimento commerciale di Wii U, con un concept ibrido che combinava le funzionalità di console casalinga e portatile in un unico dispositivo che poteva essere utilizzato sia collegato al televisore sia in mobilità. Gli scettici abbondavano prima del lancio, con molti che consideravano l’approccio troppo compromesso per eccellere in entrambe le modalità e i giochi disponibili al lancio insufficienti per giustificare l’acquisto. The Legend of Zelda Breath of the Wild ha demolito ogni dubbio con una rivoluzione del franchise che ha ridefinito il genere open world, ricevendo recensioni estatiche che lo proclamavano uno dei giochi più importanti mai creati e trasformando Switch da curiosità a must-have per i gamer. Super Mario Odyssey ad ottobre ha confermato che il successo di Zelda non era un caso isolato, portando Mario in un’avventura open world che combinava la nostalgia di Super Mario 64 con meccaniche innovative come il cappello possessore Cappy. Con due dei giochi meglio valutati dell’anno e vendite che superavano le previsioni più ottimistiche, Nintendo dimostrava che la creatività e la qualità potevano ancora vincere in un mercato dominato dalla potenza hardware e dai budget miliardari.
iPhone X e il futuro degli smartphone
Apple ha celebrato il decimo anniversario dell’iPhone con il modello più radicale dalla sua introduzione originale, eliminando il tasto Home che aveva definito l’interazione con il dispositivo per un decennio in favore di un display edge-to-edge interrotto solo da un notch che ospitava la nuova tecnologia Face ID. Il sistema di riconoscimento facciale tridimensionale rappresentava un salto tecnologico significativo rispetto ai lettori di impronte della concorrenza, utilizzando un proiettore di punti infrarossi e una camera di profondità per creare una mappa del volto impossibile da ingannare con foto o maschere. Il prezzo di partenza di mille euro segnava una nuova soglia per gli smartphone premium che molti consideravano eccessiva, ma le vendite avrebbero dimostrato che esisteva un mercato significativo disposto a pagare per l’esperienza Apple più avanzata disponibile. Il notch che conteneva i sensori Face ID è stato inizialmente criticato come compromesso estetico inaccettabile, ma nel giro di mesi la maggior parte dei produttori Android avrebbe copiato il design trasformando quello che sembrava un difetto nella nuova normalità del settore. AirPods, lanciate l’anno precedente tra derisione generale per il loro aspetto, erano diventate ubiquitarie confermando la capacità di Apple di creare nuove categorie di prodotto che inizialmente sembravano assurde e rapidamente diventavano standard.
WannaCry e la vulnerabilità delle infrastrutture digitali
Il dodici maggio 2017 un attacco ransomware chiamato WannaCry ha iniziato a diffondersi globalmente con una velocità senza precedenti, criptando i file delle vittime e richiedendo pagamenti in Bitcoin per ripristinare l’accesso, colpendo centinaia di migliaia di computer in centocinquanta paesi nelle prime ventiquattro ore. Il Servizio Sanitario Nazionale britannico è stato tra le vittime più colpite, con ospedali costretti a cancellare operazioni e deviare ambulanze perché i sistemi informatici necessari per accedere alle cartelle cliniche e gestire le prenotazioni erano inaccessibili. L’attacco sfruttava una vulnerabilità di Windows che la NSA americana aveva scoperto e tenuto segreta per utilizzarla come arma informatica, finché un gruppo di hacker l’aveva rubata e pubblicata online permettendo a chiunque di creare malware che la sfruttasse. Un ricercatore di sicurezza britannico ha accidentalmente scoperto un kill switch che ha fermato la diffusione registrando un dominio presente nel codice del malware, ma il danno era già fatto con stime che parlavano di miliardi di dollari in interruzioni e ripristini. NotPetya, un attacco ancora più sofisticato arrivato un mese dopo, ha colpito principalmente l’Ucraina ma si è diffuso globalmente causando danni stimati in oltre dieci miliardi di dollari e dimostrando che WannaCry non era stato un evento isolato ma l’inizio di una nuova era di cyber warfare.
Bitcoin verso i ventimila dollari e la febbre delle criptovalute
Il prezzo di Bitcoin è passato da circa mille dollari a inizio anno a sfiorare i ventimila dollari a dicembre, una crescita del milleottocento percento che ha catturato l’attenzione non solo degli appassionati di tecnologia ma del pubblico generale che vedeva persone comuni diventare milionarie apparentemente dal nulla. La copertura mediatica sempre più intensa ha alimentato un ciclo di retroazione dove l’aumento del prezzo attirava nuovi compratori il cui acquisto faceva aumentare ulteriormente il prezzo, un pattern classico delle bolle speculative che tuttavia non dissuadeva chi vedeva in Bitcoin il futuro del denaro. Le altre criptovalute hanno beneficiato della mania con Ethereum che passava da otto a ottocento dollari e decine di nuovi token lanciati attraverso Initial Coin Offering che raccoglievano miliardi di dollari da investitori spesso incapaci di distinguere progetti legittimi da truffe elaborate. I critici avvertivano che la crescita esponenziale era insostenibile e che molti compratori stavano investendo soldi che non potevano permettersi di perdere in un asset che non capivano, paragonando la situazione alla bolla dei tulipani del diciassettesimo secolo. Il 2018 avrebbe dato ragione ai critici con un crollo dell’ottanta percento, ma nel dicembre 2017 il mondo era troppo occupato a calcolare guadagni futuri per preoccuparsi dei rischi.
L’abolizione della Net Neutrality negli Stati Uniti
Il quattordici dicembre 2017 la Federal Communications Commission americana ha votato tre a due per abolire le regole sulla neutralità della rete introdotte nel 2015 dall’amministrazione Obama, eliminando i divieti di bloccare o rallentare contenuti e di creare corsie preferenziali a pagamento che avevano garantito che tutti i bit fossero trattati allo stesso modo indipendentemente dalla loro origine. Il presidente della FCC Ajit Pai, nominato dall’amministrazione Trump, sosteneva che le regole precedenti avevano frenato gli investimenti e che una regolamentazione più leggera avrebbe permesso al mercato di innovare più rapidamente, mentre i critici notavano che i dati sugli investimenti non supportavano queste affermazioni e che in molte aree americane i consumatori non avevano alternative al proprio provider internet. La decisione ha generato proteste diffuse e milioni di commenti alla FCC, anche se successivamente è emerso che una parte significativa dei commenti era stata generata da bot con identità rubate, sollevando dubbi sulla legittimità dell’intero processo di consultazione pubblica. Le conseguenze pratiche immediate sono state limitate perché i provider internet hanno evitato comportamenti palesemente anticoncorrenziali per non alimentare la richiesta di legislazione congressuale, ma la possibilità di internet a pacchetti stile televisione via cavo restava una minaccia concreta per il futuro.
Fake news, interferenze russe e la crisi delle piattaforme
Le indagini sulle elezioni americane del 2016 hanno rivelato nel corso del 2017 la portata dell’interferenza russa attraverso le piattaforme social, con l’Internet Research Agency di San Pietroburgo che aveva creato migliaia di account falsi su Facebook, Twitter e YouTube per diffondere disinformazione e polarizzare il dibattito politico americano. Facebook ha ammesso che contenuti russi avevano raggiunto centocinquanta milioni di americani e che i pagamenti per pubblicità politiche erano stati effettuati in rubli senza che nessuno se ne accorgesse, rivelando quanto poco controllo l’azienda avesse su ciò che veniva pubblicato e promosso sulla propria piattaforma. Le udienze congressuali hanno costretto i dirigenti delle principali piattaforme a confrontarsi pubblicamente con le conseguenze delle loro decisioni di design e le loro politiche di moderazione dei contenuti che avevano privilegiato l’engagement e la crescita rispetto all’accuratezza e la sicurezza. Il termine fake news, ironicamente coniato per descrivere la disinformazione russa, è stato rapidamente appropriato da politici per delegittimare qualsiasi copertura mediatica critica, dimostrando quanto facilmente gli strumenti potessero essere rivoltati contro chi li aveva creati. Il 2017 ha segnato l’inizio del techlash, il momento in cui l’opinione pubblica ha iniziato a vedere le piattaforme tecnologiche non come forze di progresso ma come potenziali minacce alla democrazia e al tessuto sociale.
Acquisizioni e movimenti nel mercato tech
Amazon ha scosso l’industria del retail con l’acquisizione di Whole Foods per tredici miliardi e settecento milioni di dollari, segnalando l’intenzione del colosso dell’e-commerce di espandersi nel mondo fisico del grocery e mettendo in allarme i supermercati tradizionali che già faticavano a competere online. Intel ha scommesso sulla guida autonoma acquisendo Mobileye per quindici miliardi di dollari, riconoscendo che il futuro dei processori non era solo nei data center e nei PC ma nell’intelligenza necessaria per far muovere le automobili senza intervento umano. Broadcom ha tentato quella che sarebbe stata la più grande acquisizione nella storia del tech offrendo centrotrenta miliardi di dollari per Qualcomm, un’operazione poi bloccata dall’amministrazione Trump per preoccupazioni di sicurezza nazionale legate alle origini asiatiche di Broadcom. Disney ha annunciato l’acquisizione della divisione entertainment di 21st Century Fox, consolidando il controllo su Marvel, Star Wars, Avatar e un vasto catalogo di contenuti che avrebbero alimentato il lancio di Disney+ due anni dopo. Il mercato tech continuava a consolidarsi con i grandi che diventavano più grandi, sollevando preoccupazioni antitrust che sarebbero diventate sempre più pressanti negli anni successivi.
Un anno spartiacque tra entusiasmo e preoccupazione
Il 2017 ha rappresentato un punto di svolta in cui l’entusiasmo per le possibilità della tecnologia ha iniziato a bilanciarsi con una crescente consapevolezza dei rischi e delle conseguenze non intenzionali che accompagnavano l’innovazione rapida. Nintendo ha dimostrato che la creatività e la qualità potevano ancora trionfare in un’industria ossessionata dalle specifiche tecniche, mentre Apple ha mostrato che i consumatori erano disposti a pagare prezzi premium per prodotti che ridefinivano le aspettative. Bitcoin ha catturato l’immaginazione di milioni di persone promettendo un futuro di denaro decentralizzato, anche se il prezzo che avrebbe pagato quell’entusiasmo sarebbe stato dolorosamente chiaro l’anno successivo. WannaCry e NotPetya hanno dimostrato che la nostra dipendenza dall’infrastruttura digitale creava vulnerabilità che potevano essere sfruttate per causare danni reali a ospedali, aziende e governi. L’abolizione della Net Neutrality e le rivelazioni sulle interferenze russe hanno sollevato domande fondamentali su chi controllava internet e nell’interesse di chi. Per chi seguiva l’industria tecnologica, il 2017 offriva motivi sia di celebrazione per i prodotti straordinari che continuavano ad emergere, sia di preoccupazione per le forze che questi prodotti stavano scatenando nel mondo.








